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Quali sono le professioni più ricercate nel 2019?



Quali sono le professioni del futuro? Quali, senza andare troppo in là, le professioni più richieste nel 2019? Bisognerebbe saper rispondere a questa domanda per avere un efficace orientamento alla formazione e al lavoro. Certo, è impossibile prevedere tutte le professioni più ricercate nei prossimi anni. Pensate che il 65% degli studenti attuali svolgerà in futuro lavori che oggi ancora non esistono. Allo stesso tempo, decine e decine di mestieri scompariranno, specialmente nei ruoli amministrativi e nei lavori manuali, come spiegano i dati del World Economic Forum. Allora come si fa a scegliere oggi la scuola giusta per trovare lavoro nel futuro? Quali sono i settori professionali più promettenti e i lavori che non scompariranno nonostante l'evoluzione tecnologica e l'automazione? Non abbiamo la risposta esatta, ma possiamo provare a prevedere alcune direzioni del mercato del lavoro, i fabbisogni delle imprese per il prossimo futuro e i settori professionali che offrono maggiori opportunità.

Cominciamo con i dati di Excelsior-Unioncamere e Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), che hanno da poco pubblicato le previsioni di assunzione delle imprese italiane per i prossimi 5 anni. Secondo il report, tra aziende private e Pubblica Amministrazione ci saranno tra i 2,5 e i 3,2 milioni di posti di lavoro, per tre quarti collegati al naturale turnover occupazionale.

Quali sono i settori trainanti l'economia italiana? Sul punto i dati mettono in evidenza 3 grandi settori, che possiamo sintetizzare come segue:

  • la rivoluzione digitale (Big data, Intelligenza artificiale, Internet of Things): 267 mila posti di lavoro
  • l'eco-sostenibilità (Green EconomyBlue Economy): 481mila posti
  • la cultura, formazione e patrimonio artistico (Education & Training, Turismo e Industria culturale): 455mila posti

Secondo i dati Excelsior-Anpal la Digital Transformation produrrà circa 267mila nuovi occupati. Ma cos'è la Digital Transformation? È il generale processo di digitalizzazione dell'economia che sta modificando il lavoro, i processi di produzione e di organizzazione aziendale, nelle fabbriche (pensiamo alla meccatronica e robotica) e negli uffici (comunicazione, ricerca, sviluppo).

Per chi intende trovare lavoro in futuro, bisogna guardare attentamente alla rivoluzione digitale che comprende le professioni dell'ICT (Information & Communication Technology) e numerose nuove professioni con competenze digitali di tipo matematico e informatico, che vanno dall'analisi dei dati alla sicurezza informatica, dall'intelligenza artificiale all'analisi di mercato. La domanda delle nuove professioni prevede figure come Data scientist, Big data analyst, Cloud computing expert, Cyber security expert, Business intelligence analyst, Social media manager, Artificial intelligence systems engineer.

Sempre seguendo i dati Excelsior-Anpal, la trasformazione "eco-sostenibile" dell'economia richiederà circa 481mila nuovi lavoratori. Stiamo parlando della riorganizzazione delle filiere produttive e della produzione in chiave "verde", maggiormente attenta all'ambiente, al risparmio di energia e al riciclaggio dei rifiuti. Oltre alla funzione ecologica, la Green Economy è un fattore di competitività per il Paese e uno spazio di inserimento lavorativo per i giovani, ma richiede diverse competenze e professionalità adatte alle nuove logiche di produzione.

I dati Excelsior-Anpal mettono infine in evidenza un terzo importante settore per trovare lavoro in futuro, che riunisce 2 anime distinte:

  • la filiera "Education e cultura", che produrrà circa 194mila posti di lavoro prevalentemente rivolte Insegnanti e Progettisti di corsi di formazione, Traduttori e Organizzatori di eventi culturali, esperti in comunicazione e marketing dei beni culturali
  • la filiera del "Turismo", strettamente collegata all'attrattività del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico del Paese, che produrrà circa 261mila posti di lavoro

In effetti i numeri del turismo in Italia continuano a crescere e lasciano ben sperare anche per il futuro. Basti pensare che nell'estate 2018 ben 35 milioni di italiani hanno villeggiato nel Bel Paese (+3,6% rispetto al 2017) e anche la quota di turisti stranieri (51,5%) è sensibilmente aumentata, con i tedeschi al primo posto (7,3 milioni di arrivi durante l'estate), seguiti dai cittadini statunitensi (2,6 mln di arrivi) e francesi (2,4 mln di arrivi). Ciò ha generato un giro d'affari 24,1 miliardi di euro (+9,5% su base annua) e 318.800 assunzioni nel periodo giugno-settembre 2018. Praticamente nel periodo estivo le imprese del turismo in Italia occupano più di un milione di dipendenti, con un picco raggiunto ad agosto 2018: 1.135.512 occupati.

 

(da wecanjob.it)